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Lotto 748: Isotta degli Atti (1432-1474), moglie di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini. Medaglia fusa 1446. D/ D ISOTTAE ARIMINENSI. Busto a destra con alta acconciatura sostenuta da bande incrociate fermate in alto da gioiello. R/ Elefante a destra su prato fiorito; in esergo, MCCCCXLVI tra due rose malatestiane. Armand I, 21, 19. Hill-Pollard, Kress 63. Hill, Corpus 187. AE. mm. 82.00 Inc. Matteo de' Pasti. RRR. Piccolo foro di appensione. Le irregolarità del bordo e la lieve convessità del rovescio sono dovute al verosimile antico inserimento della medaglia all'interno di una cornice. Fusione originale. BB. È del 1445 la prima attestazione dell'amore di Sigismondo per Isotta. Ma l'insistenza con la quale la data 1446 ritorna nelle medaglie e nella tomba di Isotta, cioè su monumenti sicuramente posteriori di qualche anno, e che fu scelta da Sigismondo persino per l'epigrafe celebrativa della ricostruzione del Castello, è stata giustamente interpretata come una velata allusione alla conquista amorosa. Ce ne dà la conferma più esplicita la nascita del primo figlio Giovanni (cfr. Liber Isottaeus, II, 5-6), che morì in fasce il 22 maggio 1447 e fu sepolto con pompa solenne nella chiesa di San Francesco (futuro Tempio Malatestiano). Isotta divenne la terza moglie di Sigimondo intorno al 1456 e fu da lui designata a succedergli insieme al figlio Sallustio. Ma, morto Sigismondo nel 1468, Roberto Malatesta s’impadronì del governo e, forse, la avvelenò.
Base d'asta € 4000
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