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Lot 344: L'Aquila. Luigi XII Re di Francia (1501-1503). Carlino. D/ LVDO FRAN RE GNI Q NEAP R. Il re seduto di fronte tra due protomi di leoni, tiene scettro e bastone; nel campo a sinistra,aquiletta. R/ EXVLTENT ET IME(sic) LETENTVRONS. Croce potenziata con giglio alle estremità. MIR 114. CNI 2 e cf. tav. IV, 16. D.A. 141. AG. g. 3.56 RRRRR. SPL. Luigi XII, ancora duca d’Orléans, “andò in Italia nel 1494 con Carlo VIII, ma con segrete mire personali, desiderando cioè di conquistare il Milanese, su cui avanzava pretese come discendente di Luigi d’Orléans e di Valentina Visconti e che avrebbe unito Orléans con la contea di Asti, già da lui posseduta. Mosse su Genova per occupare le coste della repubblica. L’armata principale non aveva ancora passato le Alpi, che Luigi XII, d’accordo con Ludovico il Moro, aveva introdotto in Genova truppe lombarde e svizzere; nel settembre sbaragliava, prima davanti a Genova e poi a Rapallo, le forze napoletane. Ma poi, mentre Carlo VIII moveva su Napoli, Luigi XII rimase nell’Italia settentrionale; e nella primavera del 1495 attaccava apertamente il duca di Milano, riuscendo a occupare Novara (giugno). Ma mentre l’esercito francese, dopo la giornata di Fornovo, era sparso fra Torino e Chieri in attesa di rinforzi, L. veniva bloccato in Novara dalle truppe di Ludovico il Moro. Il 9 ottobre Novara fu restituita a Ludovico. Alla morte di Carlo VIII, il 7 aprile 1498 Luigi XII cingeva la corona di re di Francia; e, fatto annullare il suo primo matrimonio con Giovanna, figlia di Luigi XI, sposò la vedova di Carlo VIII, Anna di Bretagna. Per ottenere l’assenso del papa, Alessandro VI, concesse a Cesare Borgia il ducato di Valentinois. Il gran disegno, che a Luigi XII premeva d’attuare, era la conquista del Milanese. Il titolo di duca di Milano, che agli assunse insieme con quello di re di Francia, era significativo. Si lanciò nell’impresa, dopo una serrata preparazione diplomatica: accordo con la Spagna; rinnovazione del trattato d’Ètaples con l’Inghilterra; omaggio dell’arciduca Filippo il Bello d’Asburgo al re di Francia per la Fiandra, l’Artois e lo Charolais; accordo con gli Svizzeri; trattato con gli stati scandinavi. Ma l’alleanza positiva per la conquista del Milanese fu quella con Venezia (Lega di Blois, 9 febbraio 1499). Gian Giacomo Trivulzio fu a capo dell’armata francese, mentre le forze della Serenissima erano affidate a Nicolò Orsini conte di Pitigliano. L’esercito invasore entrò in Milano nel settembre 1499, mentre il Moro si rifugiava in Germania. Ma nel febbraio 1500, Ludovico rientrava. Luigi XII, allora, nominò suo luogotenente generale in Italia il cardinale G. d’Amboise, mentre il La Trémoille prendeva il posto del Trivulzio. Tradito dagli Svizzeri, il 10 aprile 1500 Ludovico il Moro fu consegnato ai Francesi e mandato in Francia. Si delineava una preponderanza francese in Italia. Firenze otteneva l’invio di un esercito francese per attaccare Pisa, mentre in questa città echeggiava il grido di “Viva la Francia”; Cesare Borgia assaliva i signori della Romagna, da Alessandro VI costituita in ducato. Dal resto d’Europa Luigi XII pareva non avesse nulla a temere: l’accordo con la Polonia, con la Boemia e l’Ungheria completava la catena di amicizie stretta contro Massimiliano. La situazione internazionale pareva propizia per tentare la conquista di Napoli, per cui Luigi XII aveva stretto con Ferdinando il Cattolico il trattato di Granata (11 novembre 1500). Spagna e Francia si divisero il regno di Napoli. L’armata francese della Lombardia entrò in Napoli e il re, abbandonato dal re di Spagna, fu mandato in Francia. Ma non essendo stato possibile procedere d’accordo nella spartizione del bottino, si venne alla guerra. Battuto a Seminara R. d’Aubigny e a Cerignola Luigi di Némours (aprile 1503), gli Spagnoli entrarono in Napoli, mentre la rivolta si propagava dappertutto. Nel gennaio 1504 i resti dell’esercito francese, chiusi in Gaeta, capitolarono; nel marzo Luigi XII firmava la tregua con cui rinunziava a Napoli. firmava la tregua con cui rinunziava a Napoli. (R. Russo, “LUIGI XII” in Enciclopedia italiana Treccani, 1934, http://www.treccani.it). Estremamente rara, manca nella collezione di Vittorio Emanuele III: compare nel CNI soltanto in disegno. Due esemplari conosciuti. Patina di monetiere. Ex collezione H.M. Vendita Rollin & Feuardent, Parigi 1902.
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