Lotto 96: Impero Romano. Antinoo, favorito di Adriano (deceduto nel 130 d.C.). Medaglione al nome di Veturius, sacerdote del culto di Antinoo. Mantineia, Arcadia. D/ BETOVPIOC. Busto di Antinoo in nudità eroica tre quarti a sinistra, con il capo nudo rivolto a sinistra. R/ TOIC APKACI. Cavallo al passo a destra, con la zampa anteriore sinistra sollevata. Cfr. Blum pp. 36-37: pl. I, 14 per il tipo di busto; 18-19 per il tipo e la legenda del rovescio. Cfr. BMC Peloponnesus 177, 89 per il tipo del rovescio. AE. gr. 35.56 mm. 38.00 RRR. BB/qBB.

 

L’anno 130 d.C. Antinoo, il giovane favorito di Adriano, morì nelle acque del Nilo in circostanze misteriose, forse suicida per scongiurare una maledizione che avrebbe messo in pericolo la vita dell’imperatore. Adriano gli decretò onori divini, fondò nel luogo della sua scomparsa una città che chiamò Antinoopolis e volle che in numerose città greche, ma anche in Italia ed a Roma, sorgessero santuari votati a promuovere il suo culto e ad organizzare giochi in suo onore e memoria. Molte di queste città, a partire dal 134, emisero serie monetali al nome del giovane semidio, affidandone la realizzazione ai più grandi incisori disponibili. Per questa ragione i ritratti monetali di Antinoo, primi fra tutti quelli di Mantineia, raggiungono livelli stilistici che non hanno eguale nella monetazione provinciale romana, veri prototipi di una bellezza universale che influenzeranno gli artisti dei secoli successivi.
L’archeologo greco Pausania nel suo Viaggio in Grecia – guida antiquaria ed artistica scritta pochi anni dopo il regno di Adriano – ci informa che a Mantineia Antinoo era oggetto di un culto particolare perché era nato a Bithynium, i cui abitanti erano “ arcadi d’origine e precisamente mantineesi” (Arcadia IX, 7). “Per questa ragione – racconta ancora Pausania – Adriano istituì a Mantineia una celebrazione di misteri e giochi da tenersi in suo onore ogni quattro anni…. A Mantineia di tutti i templi della città il più recente è quello di Antinoo…. Nel ginnasio c’è inoltre un edificio con statue di Antinoo. Esso è notevole sia per i marmi che l’adornano sia per i dipinti che vi si ammirano, nella maggior parte dei quali egli è rappresentato in forme somigliantissime a quelle di Dioniso” (Arcadia IX, 7-8 ). A Mantineia sovrintendeva alle emissioni dedicate ad Antinoo un personaggio – forse identificabile con il sacerdote preposto al suo culto – il cui nome BETOYPIOC compare, da solo, al diritto di questo esemplare e ne circonda il ritratto. La serie completa era costituita da cinque nominali, il maggiore dei quali – come il nostro – valeva 8 assaria e gli altri rispettivamente 4 assaria , 2 assaria , 1 assarion ed un hemiassarion. Di quasi tutti sono note varianti con il busto o la testa sia a destra che a sinistra ed è possibile che esse corrispondano a repliche emesse in occasione di edizioni successive dei giochi quadriennali.
Caratteristica comune all’intera serie è il tipo del rovescio, costituito da un cavallo stante, con una zampa anteriore sollevata. Il tema è strettamente connesso con il culto di Poseidon dalla duplice natura, dio del mare e dio dei cavalli. Sotto le ruote del suo carro, trainato da destrieri dagli zoccoli di bronzo e dalle criniere d’oro, le onde del mare rotolavano e si inseguivano come criniere a loro volta di cavalli al galoppo. In tutta l’Arcadia il dio era venerato con particolare fervore proprio come Poseidon Hippios, protettore delle corse ippiche e dei giochi equestri , il quale – secondo la tradizione – aveva creato il cavallo ed insegnato agli uomini l’uso del morso e delle redini. A meno di seicento passi dalle mura di Mantineia – ci informa ancora Pausania – Adriano aveva fatto ricostruire il nuovo santuario del dio intorno ai ruderi di quello antico, mentre un grande ippodromo era situato subito fuori le mura della città, non lontano dallo stadio dove si celebravano i giochi in onore di Antinoo (Arcadia X,1-2).

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